Le fotacce, il non detto e la poesia del laser #1

Sabato pomeriggio. Non erano passate che poche ore dalla visita al Fablab Roma Makers che avevo già: riacceso il computer, ravanato in 100 Dvd di foto, avviato Illustrator. Già, sono gli effetti tossicologici dell’entusiasmo: il desiderio, più o meno irrefrenabile, di assecondare suggestioni narcisistiche e pulsioni pseudo creative. Gli amici di Roma Makers Alessandro Zampieri e Silvio Tassinari, non avevano fatto altro che scoperchiare il pentolone: stampare le foto in rilievo con il laser. Anche su legno. Bello, bellissimo. Lo faccio. Voglio farlo. Oggetto di questa fascinazione? Entro nel dettaglio: un set di foto che avevo già lavorato anni fa (avevo persino pensato a una mostra). Fotacce di cronaca, volti, piedi, prati spelacchiati, lamiere, soggetti che hanno vincolato la mia attenzione per ragioni tutt’altro che estetiche. Ebbene, quelle facce, sollevate dal tempo e dallo spazio, si riprendono la loro eternità. Riprendono a parlare: anzi, più correttamente, riprendono a suggerire, a non dire. In più, trattate con il filtro Ricalco Dinamico (categoria fumetto o china, soglia a piacere), perdono anche il colore e il contesto viene stilizzato. Due i colori: bianco puro e nero puro. Le linee sono quelle dei fumetti. Mi piace. Continuerò a lavorarci su. Questi sono i primi risultati.

Garbatella

 

Fontana

 

Ostia

 

 

 

Tomba

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