Dal Gps per non vedenti agli itinerari per disabili. Quando la Tecnologia è solidale

ALLA SALA DEL MAPPAMONDO STORIE DI STARTUP CHE RISOLVONO PROBLEMI SOCIALI. NEL GIORNO IN CUI LA CONSOB DISCIPLINA IL CROWDFUNDING

Tre startup innovative che nascono per risolvere problemi sociali e che hanno l’ambizione di stare sul mercato. La necessità di supplire alla disabilità motoria e di superare le barriere culturali di Ferdinando Acerbi che con Henable.me, ha lanciato il suo primo ecosistema che permette di comunicare il transito in Zone a Traffico Limitato in vari comuni d’Italia, in tempo reale ed in completa mobilità. Poi Bircle, l’applicazione che vuole aiutare i disabili motori che si vogliono spostare. «Vogliamo mettere insieme informazioni sparse e farne una guida – ha detto Massimo Coppa, uno degli ideatori del progetto insieme a Andrea Landini, Daniela Runchi, Giuditta Lurà – con itinerari che possono essere fatti anche da esterni e che possono diventare producer di contenuti». E poi ancora Ariadne, il sogno in gps per non vedenti. Luca Ciaffoni ha fatto parlare non solo le mappe delle strade, ma ci ha messo anche i suoni del mare. «Col tempo sono arrivate le informazioni sul cibo, sui cambi di strada, e la distanza dalle fermate degli autobus». Un successo, tanto che nella prima notte sull’appstore «sono arrivati centinaia di messaggi. Così tante idee che si é creato un network. Ora  – dice Ciaffoni – Ariadne é tradotta in tredici lingue e a giugno Apple l’ha inserita nel Keynote».
C’erano anche Henable.me, Bircle e Ariadne alla Sala del Mappamondo alla Camera venerdì per il secondo appuntamento di “Tecnologia solidale”, il convegno organizzato da Antonio Palmieri, deputato della commissione Cultura. «Anche quest’anno vogliamo approfondire come la tecnologia migliori la vita delle persone. Vogliamo raccontare esperienze positive, perché uno dei compiti della politica sta nel valorizzare questa esperienze e farle emergere».
E se il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti dice in apertura che «la tecnologia solidale tende all’annullamento delle diversitá e alla realizzazione di soluzioni inclusive che saranno usate da tutti» e che «il crowdfunding é una colletta digitale che diventa mercato delle idee. Prodromi di un mondo nuovo dove merito e solidarietá si trovano insieme. Matite per una nuova concezione della societá». Ecco, se dice questo, allora come sottolinea Riccardo Luna, autore di “Cambiamotutto! La rivoluzione degli innovatori” e direttore di StartupItalia! e CheFuturo!, «le cose stanno veramente cambiando, anche qui dentro. Qui c’e il lato positivo delle larghe intese. Oggi qui si parla della rete in modo diverso. Giachetti ha parlato di un nuovo mondo. É un grande cambiamento e ci sono belle storie da raccontare».
Già, belle storie, storie di tecnologia e solidarietà. Storie di crowdfunding, un pezzo importante della solidarietà nata nella Rete. E dell’economia. Tanto importante che la Consob ha pensato di regolamentarne la disciplina. Da domani in Gazzetta Ufficiale ci saranno regole e paletti per finanziare in rete le start up innovative con capitale di rischio. Sì, ma cos’è crowdfunding? Finanziamento dalla folla, dal basso, una colletta? Molto di piú. E di diverso. Di «finanziamento dalla rete sociale tramite Internet» parla Ivana Pais, cofondatrice e responsabile del comitato scientifico Italian Crowdfunding Network. «Gli obiettivi? Crescita, lavoro, mobilitazione politica, ma anche inclusione sociale». Proprio cosí. Inclusione sociale. In Italia ci sono anche rete del dono, iodono, letsdonation, produzioni dal basso, starteed, eepela e raccolgono fondi per infanzia, gioventú, salute, ricerca, social shopping. Un fenomeno in crescita: 16 piattaforme erano attive a novembre, mentre a luglio se ne sono contate fino a 39, su 955 aziende di startup 199 sono nei settori di imprese sociali.
«Tanti io che diventano tanti noi» dice ancora Antonio Palmieri. Il segnale che Internet è fatto di persone, storie e solidarietà. Un ambito a cui guardano anche le grandi aziende. «La Fondazione Telecom Italia – dice Marcella Logli, segretario Generale Fondazione Telecom Italia – lavora sul sociale come aiuto ai disturbi alla comunicazione dei ragazzi, come autismo e dislessia, sostenendo anche i maestri, ovvero i formatori. Lavoriamo – ha aggiunto – al recupero dei beni storici, quelli invisibili, che stanno nelle periferie e sono poco noti. E poi c’è il progetto dei mestieri invisibili, come sarti, artigiani del legno e del ferro, vera maestria artigianale. Se scompaiono è un danno economico, perché sparisce anche una economia di specie». Per Maria Cristina Ferradini, head of Sustainability and Foundation Vodafone Italia, «non è importante solo mettere le persone in grado di usare tecnologia ma soprattutto fare in modo che vi accedano».
Roberta Cocco, Corporate Social Responsibility and National Development director Microsoft, ha raccontato le iniziative Microsoft destinate ai giovani disoccupati nell’ambito del progetto globale Youthspark, lanciata dal ceo Steve Ballmer che mira a formare in IT 300 milioni di giovani e sostenerli nella creazione di startup. «Microsoft Italia, insieme alla Fondazione Cariplo, MondoDigitale e Fondazione Cnca – ha già formato 25 mila giovani – ha detto – Microsoft è da sempre impegnata nel supportare i giovani a sviluppare nuove competenze, nuove idee e opportunità di lavoro attraverso la tecnologia». Per Google la tecnologia solidale passa per Youtube, come ha spiegato Laura Bononcini, Policy & Governments Relations Manager di Google Italy. «La nostra piattaforma dedicata alle onlus fa leva sulle potenzialità di YouTube – ha spiegato – tre i pilastri: i video in streaming, il donate botton e la call to action».

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