#cambiamotutto, l’innovazione diventa app. Alla Triennale di Milano Riccardo Luna rilancia

UN VIDEO E 60 SECONDI PER RACCONTARSI: UNA NUOVA IDEA PER MILLE STORIE DA CONDIVIDERE

OSCAR BADOINO

2 luglio 2013 – Triennale di Milano.

Raccontare la festa organizzata da Riccardo Luna alla Triennale di Milano non semplice. E’ stato il modo con cui Riccardo ha voluto ringraziare la città da dove tutto ha avuto inizio, quando gli hanno dato la direzione di Wired. E’ stata anche la presentazione di #cambiamotutto, libro (ma anche evento) arrivato alla 4 ristampa da aprile. Ma poi ancora è stato il modo per un ulteriore salto: #cambiamotutto ha lanciato infatti i video tramite app. Il tutto  intrecciato con storie di innovatori, clip video di personaggi famosi e non che parlano del libro, e tanta energia.

Riccardo Luna alla Triennale di Milano #cambiamotutto passa all'azione e diventa app con video

Riccardo Luna alla Triennale di Milano #cambiamotutto passa all’azione e diventa app con video

 

IL MOSTRO DELL’INNOVAZIONE
Ho una vera e propria passione per uno storico film di Mel Brooks: “Frankestein Junior”. Lo storyteller Riccardo Luna sul palco è come Gene Wilder nel film, quando dice “Si può fare” e molti innovatori “Lo stanno già facendo”.
Riccardo nel suo libro, nei racconti che vi troviamo, ma anche nei 41 incontri che ha avuto in giro per l’ Italia per parlarne, e nei rapporti che ha quotidianamente su internet con questi innovatori come novello dottor Frankenstein non fa altro che unire i pezzi, collegare muscoli e nervi , e ad ogni giuntura che va al suo posto sembra che il mostro dell’innovazione continui a prendere forma sia sempre più vivo, più reattivo. E a me sembra che entrambi i mostri (quello del film e quello dell’innovazione) abbiano molto in comune: entrambi sono la sintesi dei pezzi più disparati, entrambi sono buoni, entrambi hanno una forza incredibile, entrambi spaventano il paese perché questo non ha il coraggio di osservare con quali pezzi siano realizzati.
Ma Luna/Frankestein non di arrende, anzi rilancia, e presenta a tutti un nuovo pezzo da aggiungere a #cambiamotutto ovvero un app gratuita che da oggi fino al 15 settembre permetterà  a chiunque videoregistarsi, mentre  in 60 secondi si legge una frase, un pezzo del libro,  anche solo poche parole.
Ma perché questo nuovo elemento a #cambiamotutto? Riccardo spiega solo che poi monteranno tutto e faranno un webfilm che sarà su youtube, così che tutti potranno vedere e sentire il libro gratuitamente sul web. Ma cosa vuol dire questo? Il mostro di Frankestein viene compreso e amato dai giovanissimi, e forse questo ulteriore bullone che Luna stringe nella tempia di #cambiamotutto ha proprio questo scopo, usare meglio una grammatica che i giovani amano perché possano amare ancora di più le storie, le persone e le idee che troviamo in #cambiamotutto (inteso a questo punto come un progetto nel suo complesso più che come libro).

L’INNOVAZIONE SUL PALCO
La seconda nota è legata alla cronaca positiva della serata. Osservando le brevi clip scopriamo che da Benigni fino a Jovanotti da Renzi passando per la gente comune, tutti hanno un brano o una frase o una storia raccontati nel libro che amano particolarmente. Ma intanto nella serata si alternano ai video gli interventi di Stefano Boeri (ex assessore alla cultura di Milano) che sottolinea l’importanza delle persone che producono progetti non solo di coloro che li usano, o del sociologo che sottolinea come il libro racconti del passaggio dal fondamentale networking all’altrettanto importante workneting che mette al centro i progetti, è poi il turno dei protagonisti veri, gli innovatori che in pochi minuti raccontano qualcosa di se, e allora passa il ragazzo in bermuda di 23 anni fondatore dei Talentgarden , o la ragazza arrivata apposta da Rotterdam, architetto, con la passione per la politica e un idea in testa che proverà a realizzare, o ancora al giovane  fondatore di una startup che ora fattura 3 milioni e che pur non conoscendo Riccardo ha voluto salire sul podio e confermare quanto la passione sia stata importante per lui, e ancora il 22enne che si è trasferito da Conegliano Veneto a Milano per la sua startup ma che già al liceo ha organizzato incontri civici a cui hanno partecipato oltre 3.000 studenti. Fino a Rebecca, che ha un padre famoso tra gli innovatori, ma stasera è lei ad essere d’ispirazione, sale sul palco e ci racconta  «sono nata senza una mano, sono cresciuta intelligente, bella, simpatica ma sono ancora senza una mano» e allora anche lei si è messa a progettare una mano/protesi. Ma che sia utile, non bella, perché quelle belle non servono e lei vuole poter fare cose e quindi gli serve una mano utile, non bella.

GLI OCCHI DEGLI INNOVATORI
La serata potrebbe essere finita qui, mi metto in coda per salutare Riccardo, e mi rendo conto che la cosa che più mi affascina sono le persone, la vera risorsa che abbiamo in Italia (come in un video ci aveva ricordato Rita Levi Montalcini) e allora osservo le persone ed ecco l’ultimo choc: troviamo gli amici storici di Riccardo che lo salutano lo abbracciano e vedi che in quegli abbracci ci sono stima reciproca, fiducia e spesso anche nuove storie da raccontare, magari davanti ad un caffè in un altra occasione meno pubblica, poi ci sono gli amici di viaggio coloro che Riccardo ha conosciuto negli anni di Wired o  negli ultimi 2 mesi, coloro che hanno raccontato il loro progetto e la loro storia e che per Riccardo hanno una vera gratitudine, non sanno se in futuro le loro strade s’incroceranno nuovamente, sperano di si, con altre idee, progetti, occasioni, ma di sicuro ciò che importa  è la gratitudine per averli ascoltati e raccontati.
E poi ci sono gli innovatori silenziosi , come la giovane ragazza accanto a me in attesa di conoscere Riccardo, ha i capelli rossi, gli occhi chiari, una camicia in stile segretaria anni 50 ma dall’espressione del suo viso, dall’attenzione che mette nel ascoltare anche le chiacchiere di Riccardo e di quelli che lo circondano è evidente che ha un sogno, una passione, un progetto, chissà forse mentre sto scrivendo ne sta parlando con Riccardo, oppure succederà tra mesi. Ma ciò che credo sia importante è il fatto che sia venuta alla festa, il fatto che voglia partecipare a tutto, il fatto che voglia diventare un nuovo e utilissimo (e bellissimo) pezzo del “mostro dell’innovazione”  #cambiamotutto!

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