Masterchef, arriva il libro di ricette di Tiziana: «Io? Romanista vera. Mi piacerebbe cucinare a Trigoria»

«Sono romanista e neanche poco. Mi piacerebbe un sacco cucinare per Trigoria. Il menù? Deve essere iperproteico per nutrire i muscoli». La butto lì. Una carbonara? «Macché carbonara, così li stendi. Gli farei un tartare di fassona con gelato di acciughe e tuorlo d’uovo marinato». E per il Capitano? «Un dolcino. Per lui ci vuole una bella crostata al cioccolato e nocciole». Parola di chef. Anzi di Masterchef. Prima di lei solo Spiros. Tiziana Stefanelli, la regina della seconda edizione del reality di Sky, ha presentato venerdì 19 aprile al Fooxia (via S.Bartolomeo De’ Vaccinari 7, al Ghetto) “Avvocato in cucina – Le ricette di un’avventuriera del gusto” pubblicato per Rizzoli.

Tiziana Stefanelli il 19 aprile 2013 al "Fooxia" in via S. Bartolomeo De’ Vaccinari 72 al Ghetto

Tiziana Stefanelli il 19 aprile 2013 al “Fooxia” in via S. Bartolomeo De’ Vaccinari 72 al Ghetto

Tiziana Stefanelli era “solo” un bravo avvocato in carriera, oggi è regina dell’alta cucina. Dalla fine del reality di Sky sono passati due mesi e la chef firma il suo primo libro: una raccolta di segreti e indicazioni per piatti sofisticati e d’effetto. Ma non solo. Proprio per «incontrare de visu i tantissimi fans che mi seguono sui social», spiega, sarà ora «dal vivo ai fornelli di Fooxia, ristorante nel cuore di Roma di Fabio Bongianni e Igor Ferraro, dove ha in progetto eventi, show cooking, lezioni e gare di cucina» e dove, friggendo e sminuzzando verdure, ha scelto di presentare il suo libro. «La mia vita prima era 100% avvocato – ha detto impiattando una spuma di patate al cedro – oggi è 60% chef, 40% avvocato». E intanto racconta: «Ho in programma altri libri, voglio viaggiare, seguire il mio studio e anche tornare in tv. A breve annuncerò un progetto tutto nuovo». Il prossimo appuntamento al Fooxia? L’11 maggio.

Tiziana #03
E le 48 ricette del suo libro? Si va dalla Creme brulè al fois gras con salsa al karkadè al Pie al mandarino con meringa francese, passando per il piatto preferito di sua figlia, il salmone al bergamotto con gelatina di piselli e purea di patate viola. Ed è proprio alla piccola Matilde, che la Stefanelli dedica il volume, «affinchè non dimentichi mai di credere nei sogni e di impegnarsi per realizzarsi. Ai giovani dico di individuare le proprie peculiarità e seguirle con passione, studiando tanto. Io ho vinto MasterChef senza conoscenze e senza grandi corsi. Vuol dire che ce la si può fare».

Vincitrice della seconda edizione di Masterchef, Tiziana Stefanelli ha presentato il 19 aprile 2013 al "Fooxia" (via S. Bartolomeo De’ Vaccinari 72 al Ghetto) il suo primo libro "Avvocato in cucina. Le ricette di un’avventuriera del gusto"

Vincitrice della seconda edizione di Masterchef, Tiziana Stefanelli ha presentato il 19 aprile 2013 al “Fooxia” (via S. Bartolomeo De’ Vaccinari 72 al Ghetto) il suo primo libro “Avvocato in cucina. Le ricette di un’avventuriera del gusto”

«Fermate la colata ridateci il verde»

ARDEATINO

Tra la Casa del Jazz e via Marco Polo scompare il paesaggio sotto le mura Aureliane
I cittadini: «Quei palazzi ci toglieranno l’aria». E oscureranno anche il Bastione Sangallo

 

Tra viale di Porta Ardeatina e via Marco Polo, fra le mura Aureliane e la Casa del Jazz, in via Beccari per essere più precisi. Qui, qualche mese fa, fra villini di tre piani, verde, in una delle zone più pregiate e affascinanti di Roma, sono arrivate le ruspe. Già. Obiettivo? La costruzione «entro il 2015 di tre palazzine da cinque piani, 75 appartamenti, costo medio al metro quadro 12 mila euro, più box e cantina» fanno sapere dal comitato Marcopolo, nato proprio quando si è iniziato a scavare l’enorme buco che servirà da fondamenta per le tre strutture.

L'area del cantiere contestato dai cittadini

L’area del cantiere contestato dai cittadini

Cinque piani. Sull’ultima area libera che consente la vista delle mura e del Bastione Sangallo insomma arriva l’ennesima colata di cemento. E fin dagli anni Cinquanta nessuno aveva pensato di metterci mano. L’area per anni è stata vincolata paesaggisticamente. Poi una serie di sentenze del Tar e un commissario regionale hanno dato il via libera al cantiere.
Caecilia Poggi fa parte del Comitato Marcopolo. «Quando ho comprato casa tre anni fa – racconta – mi hanno detto che in questa zona il verde sarebbe rimasto verde. Dopo 6 mesi sono arrivate le ruspe». Il comitato contesta: «Quell’area poteva comprendere la costruzione di una sola palazzina e non di tre».

Sangallo
Ad aprile il cartello, poi le recinzioni, ora le fondamenta. «Lavorano anche di sabato, la sera fino alle 19. Ho fatto diversi esposti – ha aggiunto sempre Caecilia Poggi – perché, fra l’altro, nonsi capisce chi deve vigilare». Secondo Poggi «sino ad oggi quell’area, di oltre 12000 mq, era totalmente priva di costruzioni e si saldava a quelle a verde, che in sequenza, arrivano sino a Porta San Sebastiano, costituendo così un’essenziale appendice del parco archeologico dell’Appia Antica. Questa superficie doveva essere destinata ad una scuola per il nostro quartiere».
Dal Comune fanno sapere: «C’è l’autorizzazione del Tar, noi non possiamo farci niente». I cittadini del comitato si sentono defraudati di «aria, verde, viabilità. Stimiamo in 500 le persone che arriveranno, una densità enorme». Non solo. Le costruzioni toglieranno loro anche «la vista del Bastione del SanGallo. Un danno paesaggistico».

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Intanto al prossimo primo cittadino mandano a dire: «Caro sindaco intervenga».
«Vogliamo vederci chiaro – aveva detto Emiliano Pittueo, assessore all’Urbanistica e all’Ambiente del I Municipio appena qualche mese fa, in attesa di una Commissione Trasparenza che avrebbe dovuto sbrogliare la matassa – e capire se questa operazione sia supportata sotto tutti i profili. Siamo preoccupati di questo – aveva aggiunto – di fronte ad un intervento così pesante di cubatura vogliamo capire se ci siano tutti i permessi e se sia stato fatto tutto a regola d’arte. A chiedercelo sono stati proprio i cittadini. La vicenda è molto intricata».

Il Romanista 16 aprile 2013

Jazz e cuore, per Roma

ROBERTO GIGLIO

All’Auditorium (con Laganà). «Totti? Magari cantasse un mio pezzo»

«Romanista io? Sono straromanista». E ancora. «I vent’anni di carriera di Totti? Con il Capitano sono cresciuto e come me un’intera generazione si è presa il meglio, godendosi un campione in tempo reale». Classe 1972, musicista raffinato, eclettico, cantautore per l’esattezza. Innamorato della Roma. E di Roma. Un’emozione che è protagonista assoluta del suo ultimo lavoro, manco a dirlo, intitolato “Cinecittà”. Lui è Roberto Giglio e martedì sarà all’Auditorium, Sala Petrassi: in scaletta i dieci inediti di “Cinecittà” ma anche brani di “La quinta stagione” e “Sei in ascolto” (i precedenti lavori). E un ospite. Anzi più di un ospite. Rodolfo Laganà scambierà con Roberto Giglio capolavori di romanità. Come potrebbe essere altrimenti? Giglio è autore e compositore delle canzoni e delle musiche di “Campo de’ Fiori”, la commedia musicale di e con Rodolfo Laganà, andata in scena al Teatro Sistina nel novembre 2012. I due hanno anche in programma uno spettacolo sempre sulla romanità. Una collaborazione nata così. «Insieme a Gigi Proietti – ha raccontato proprio Giglio – una sera è venuto ad un concerto. Ci siamo piaciuti e molte delle mie canzoni Laganà le ha usate per il suo Campo de’ fiori».
Giglio si muove perfettamente a suo agio in un lavoro tra jazz e musica d’autore. Inventa un concept album che ha Roma come tema di fondo, parte dalla Roma cinematografica degli anni Cinquanta e Sessanta e passeggia fino alla Capitale attuale, indecifrabile e di incerta identità, ma sempre carica di fascino e di mistero. E che compagni di viaggio. «Ci sono Greg, Cammariere, che fa il pianista, Flavio Boltro, uno dei trombettisti piú apprezzati. C’é anche Alessandro Gwis. C’è Gigi Proietti – sottolinea Roberto Giglio – in questi ultimi anni lavorato per lui e ho avuto la possibilitá di entrare nella romanità anche artisticamente. Proietti – precisa – é l’equivalente del Capitano per il teatro». Giglio racconta anche che «c’è una traccia del disco “San Lorenzo” che Proietti canta stabilmente nei suoi spettacoli». E poi ti racconta che la «tromba di Flavio Boltro era perfetta per le armonie jazz di “Ostia”». Perché «richiama benissimo l’idea del mare».
Giglio coglie anche l’occasione per un appello: «Vorrei conivolgere Totti (lui sì, è al di là del calcio) per un recitato, un parlato di qualche riga in “Addio addio”. Ci avevo pensato poi il tempo é passato e non si é concretizzato nulla. Ma il desiderio é rimasto. Se accetta reincidiamo il pezzo e usciamo con una nuova edizione del cd».

Il Romanista, 8 aprile 2013