Andante ruzzolato

Poco sole e voglia inusuale di zuccheri e dolcerie varie. Tre progetti di lavoro pronti a incastrarsi. Stanchezze che vanno e vengono, entusiasmi rapidi, rapidissimi. C’era una volta “The incredible tide”, un libro passato del tutto inosservato, ma che ha lasciato il segno nel magico mondo dei cartoni animati. In Giappone Miyazaki l’ha digerito, ricostruito, rinato: Conan il ragazzo del futuro. Giá, La grande marea, forse anche la grande onda. Mentre vaneggio su tsunami livellatori, mentre adocchio un cioccolatino e lo lancio dalla finestra, immagino che sui tetti di Corviale possa scovare ancora bellezza. Andante ruzzolato.

E piove anche

Pensavo “guarda che liberi che sono, quanto sono belli con tutti i colori sul viso e i capelli messi su alla meglio”, pensavo anche “sanno ballare, muoversi, hanno la capacitá di caricare l’ambiente di energia buona”. Avevo fotografato e messo in un sacco le loro facce, avevo incrociato gli artisti di strada di Trastevere attraversando decine di vite come un fulmine. Amandoli immensamente, per il solo tempo di un clic. Poi di notte, sì proprio adesso, quei fasci di luce, quei movimenti, diventano epiche battaglie per la libertá, scontri all’ultimo sangue per una cultura che riparta dal basso e che nel basso resti, perchè degli intellettuali abbiamo piene le scatole. Di notte succede anche questo, i pensieri rallentano e il mio rincorrere umidiccio un appuntamento urbano si trasforma nella ricerca ansiosa e nevrotica della bellezza e di un senso. E adesso piove anche.

San Cosimato

Questo è mio spazio, magari è anche l’ora migliore per stiracchiare quattro parole: la luce è giusta, correttamente inclinata, filtra i toni del rosso, spaccando il giallo in arancione. Qualunque volto meriterebbe questi colori. Dopo una matinee in Campidoglio, in piazza San Cosimato un anziano, seduto accanto a me sulla stessa panchina. Gli ho rubato la schiena e il profilo ingobbito.

In scia

Il ciclismo all’1.27, l’ultimo chilometro. Al microfono un cronista ansiogeno. Non ce ne sarebbe alcun bisogno. A quest’ora della notte la sua voce è disarmonica. Anche in replica. C’è un ciclista che parla ai microfoni, si chiama Ventoso: senza audio recupera tutta la sua umanitá. Clic. Ero al Quirino ieri mattina e credo di aver diffuso questo dato un po’ ovunque. Mi sono piaciute le poltrone, Michele Placido e Alessandro Preziosi. Per il resto avevo una serie di incastri e sono saltati tutti. Non c’è dubbio, è stato il vento. Le stesse folate che hanno trasformato la cittá in uno scenario da Nausicaa nella valle del vento. Poi ho anche pensato che anzichè Nausicaa avrei preferito la neve radioattiva dell’Eternauta. Non uscire di casa per evitare di essere uccisi dai fiocchi mortali: la grotta, la difesa dall’esterno, la paura, la claustrofobia, il nemico.
Ora è proprio il caso che mi metta a leggere. Se il sonno è qualcosa da cui serenamente fuggire, ebbene, un bel libro di critica fotografica è quello che ci vuole. Calvino, impostazione neorealista. Neanche a farlo apposta, mi trovo in linea. Quanta poesia in una discarica abusiva.

Lampioni

La chiudo così questa giornata, tra un libro di fotografia e la voglia di rimettermi a fotografare. So giá dove andare, lo so da tempo. Nel frattempo frugo nell’archivio e ogni tanto qualcosa di interessante e dimenticato spunta fuori: oggi è stato un display a solleticarmi l’attenzione. Numeri su uno sfondo arancione, non solo. Ad aprire il campo si noterebbe un’automobile, le strade bagnate di dicembre, l’Appia illuminata a giallo dai lampioni.

Ipnotica

Col primo caldo mi passa anche la voglia di dormire. Alla fine una pagina bianca ha un alto valore soporifero, soprattutto se continua ad essere bianca per la maggior parte. È quasi ipnotica. Ma resisto, o quanto meno ci provo. La speranza è che ceda. A quest’ora della notte ho scritto una tale quantitá di noiose riflessioni, di equilibrismi mentali e di parole scombinate che mi viene voglia di raccoglierle tutte assieme. Un vero capolavoro. La speranza, anche in questo caso, è che io non ne abbia il tempo. La polvere copre anche i file ed è meglio lasciarla dov’è. Domani domani. Sì domani: raffinare i sogni e recuperare bellezza.