Container

Strutture tubolari: bianche, ma incrostate a sufficienza dallo smog da non  apparire come appena uscite da un pacco regalo. Bulloni sapientemente coperti di ruggine, ma con gentilezza. Vetri, fumè, quel che basta però. Appena fuori dal sarcofago numero 13, polvere e polvere e polvere. Quella alzata dalle ruspe, per fare spazio ad altri sarcofagi. Su questa landa scarsamente popolata da esseri umani: automobili, recinzioni arancioni di lavori in corso, rotonde, parcheggi, asfalto bollente e reticolati. Container. Viene da chiedersi cosa mai potrebbe esserci di tanto importante chiuso in questi altari di lamiera. E’ facile perdersi negli spazi scuri dei piani di cemento e ferro: un cerchio attraversa altri cerchi. E’ facile perdersi qui.

Già, Murakami

“E’ il nulla assoluto. Lei è fiera di sè? Si vergogni e torni al suo posto”. Settembre e i suoi ricominciamenti, settembre è qualche nuvola che ci prova, veramente, a ridarsi una collocazione. Settembre sono i discorsi sulle diete, il freddo che non arriva. E intanto il sole si abbassa, si abbassa, sempre di più, con il giorno che rientra rispettosamente nei ranghi. Bene, settembre s’allinea patetico di buoni propositi mentre le notti scorrono tra un film coreano sulla conquista del Point of inaccessibility sul Polo Nord, i documentari sull’11 settembre. E “Norvegian wood”.
Già, Murakami.