Burro di rafano

Schizzi di sangue (“The Hitcher”), telefilm di terza categoria, c’è pure il “Diario di una squillo per bene”, mentre su Raistoria “Ricette q.b”: scenari televisivi alla due di notte passati al setaccio da chi fugge il sonno. Oh, la ricetta della Bistecca alla Bolzanina. Ma dove li trovo ora 35 grammi di burro di rafano? E la cipolla? Vuoi che non salti? Terrine, l’olio (che è sempre extravergine), prezzemolo e cerfoglio. Su Rainews la Stazione Tiburtina brucia ancora, come i debiti di Obama. Il tempo? Sì, le lancette per i giornali si spostano avanti e indietro. Padronanze. Imperi, piuttosto. Fiori, tanti fiori, sulle sponde dell’isola di Utoya.

Elenco

Del naso che vorrei mettere nelle cose. Della rabbia (schiacciata). Della necessità di raccontare storie. Dell’erba. Della creatività. Del sole e della luna. Dell’amore…

Se la Filodiffusione…

Sì, 100.3 in fm, qualche volta anche 100.2. Ecco massicce dosi di musica classica con inserimenti di lirica e spesso anche di cori di chiesa e canti gregoriani. Ho bisogno di rilassarmi, di connettermi con qualcosa di bello. Dopo aver salutato AnnaGloria, la linea della decadenza più o meno corrisponde all’orizzonte. Bach è una soluzione, Chopin anche. Ma i cori mi fanno impazzire di gusto. Ah, dolce diventa anche la miseria della trincea.

Un anno dopo…

Più o meno. Giusto il tempo di inserire in questo flusso decine di scene. Ma decine proprio. Corridoi infiniti di gente, passaggi e cortei. Proprio non voglio smetterla di giocare: parole, significati, pensieri. E giù in fondo qualche azione. Ieri a Testaccio c’erano tante persone: anziani, bambini, politici, politicanti, intellettuali, manovali. La piazza s’era riempita del bisogno di ascoltare. Piazza Santa Maria Liberatrice. Un’insegnante, un assistente sociale, un sindacalista. Se non ci fossero stati i politici l’aria sarebbe stata più respirabile. La chiamano società civile. Perlopiù sono persone che hanno la  dignità e la pulizia del fare quotidiano. La vera scommessa è tradurre la loro bellezza in politica.

Io? Vagavo poco prima dalle parti di via Margana, a piazza Venezia, con una grande sacca sulle spalle con due quadri. Due foto incorniciate per una mostra. Interessante metafora del vivere quotidiano. Sulle spalle si portano foto, quindi passato, quindi ieri. Che con un salto felino tornano all’oggi in una sacca da viaggio:  è affascinante quanto il tempo della creatività (immediata) non segua regole.