Verde palude

Un orletto con la penna, o meglio, un ghirigoro con i tasti e “infrange tutto e resta niente. Bugie, speranze, a volte l’amore”. Che energia Noemi, che forza Veronica. Io intanto me la rido. Sguaiato? Mai, sotto l’angolo sinistro del baffo è meglio. Sembra quasi un ghigno. L’impressione strozzata che domani sarà meglio intinta nella bile, verde palude. L’apparenza della quiete lascerà spazio a nuovi conati e conquiste? Ah, poi ci sono sempre quei quattro stracci di fogli che aspettano la dignità della cura. Scalciano, verrebbe da dire.  Troppo tardi? E’ sempre troppo tardi…

La neve sui pini…di Bravetta

Se iniziamo a pensare che le cose non accadono per caso e che tutto sia fottutamente concatenato, allora sì: la neve che è caduta a Roma è un segno del destino. Quale? La Lazio in B, il sogno di poter continuare a scrivere (pagato pure oltretutto), oppure Paperino che finalmente riduce sul lastrico Gastone? La mettiamo sul personale? Ah sì, l’entusiasmo con cui ho ripreso in mano la mia macchina fotografica potrebbe essere un punto e a capo. L’ennesimo calcione, un’altra bellissima e infantile spinta a mettere il naso nelle cose di questa città. Semplice? E mica tanto. A combattere contro i mulini a vento ci si diverte anche, ma le palle, quelle ad un certo punto possono prendere a girare in senso opposto. E’ una questione di rotazione, per invertirla ci vuole una forza uguale e opposta. Ma se nevica magari viene più facile.