I pini di via Bravetta

Ah sì, dopo diverse centinaia di minuti mi riaffaccio, colloquiale, da queste parti. E’ stato il caffè, freddo di due giorni, a solleticarmi questa scorciatoia. Freddo e amaro, tagliato in una tazza che con il caffè non vuole avere niente a che fare. “Partirono in due ed erano abbastanza, un pianoforte e una chitarra e molta fantasia”, sì c’è un Venditti d’annata che vibra con grazia ed energia sul parquet: ottima scelta il legno per ascoltare la musica. “A Orvieto poi ci fu l’apoteosi”, ora mi metto a cantare. Giuro che sparo l’ugola e faccio uscire il sole. O la luna.