Quindici giorni dopo

Boom, quindici giorni dopo il quattro gennaio. A capo. Senza punto però. Una stoccata decisa, metallo contro metallo e una grattata di rullo. Tic tic tic tac tac tac. Le unghie sui tasti.

Carteggi

Adesso c’è un anno (o poco meno) da tinteggiare. Quelli di gennaio sono giorni che somigliano ad una maledetta e nevrotica pagina bianca: asettica e linda. E’ ora di calcare con la penna sui fogli, di passarci le dita sopra, al punto che l’incavo dell’inchiostro segni la carta, togliendole per sempre l’innocenza.