La grancassa

Inutile dare la colpa ai bioritmi, né alle cicliche paturnie, né alle depressioni pre e post natalizie: alla fine dell’anno sembrano concentrarsi le stanchezze di dodici mesi. Pesanti come pietre, questi. Sono talmente narcisista poi che li vengo a spiattellare sulla Rete questi 360 e rotti giorni bizzarri, distorti, maligni, ma anche creativi, esaltanti. Già, proprio come una penna che scorre, o che scorreva. O come una raffica di scatti. O come una grancassa che picchia. Bum, bum, bum. Però poi la grancassa fa croc, la penna (ahimè) s’inceppa. E le foto? Ah sì, le foto ce l’ho intorno a me, come la coperta di Linus.