Il passo del gallo…

Che giorno è? Ho perso il conto della numerazione: i lunedì e i mercoledì hanno scordato le cifre progressive (o regressive?). Ritmi, non ritmi al bar Belli. Già, il vino di piazza Gioacchino Belli quasi non me lo ricordavo più. Per questo stasera sono tornato. Non ci mettevo piede da quattro anni, un pugno di mesi in una testa senza ritmo. Una bettola? Uno scolo incastrato fra il culo della statua del Belli e i palazzoni giallo-ocra del Lungotevere: buche, tassisti, una comitiva che schiaccia la sera in una risata e un paio di gattacci col bicchiere vuoto. Aspetto su una sedia di plastica verde pure un paio di ricordi, ma giuro non gli ho dato appuntamento. Intanto questo bicchieraccio di vino  non tradisce l’impegno che s’è preso: sollevarmi a 20 centimetri da terra. A fare il resto ci pensa l’afa di Roma. “Sembrava aspettasse qualcuno e che sapesse non sarebbe mai arrivato”. Invece, dopo 13 anni, s’è rifatto vivo un progetto: categoria mentale, astrazione e ostruzione, strada e macerie, pulsione ed illusione. E’ come l’amore che si cerca per tutta la vita. Lo stesso…

Quattro Venti

Si torna a vagare di notte. Non senza piacere. Monteverde, via dei Quattro Venti, Gianicolo, Trastevere. Su e giù con gli occhi aperti per cercare di capirci qualcosa…